17 marzo 2011

Un libro, un perché

Ripetitiva. Anche un po' noiosa. Lo ammetto. Ma leggere, per me, è sorseggiare vita. Intanto la torre sbilenca dei miei libri continua a crescere, infatti si è riprodotta divenendo doppia. Ma non importa. Devo ricerverne almeno altri due ma vorrei poterne avere accanto altri mille. Per questo vi chiedo di dirmi un libro e un perché. Perché ogni libro raccoglie almeno un perché. Un motivo eccellente e magicamente importante per cui io, o chiunque altro, dovrebbe leggerlo. Ditemi un libro e il vostro perché. Sarà interessante conoscerli.

[foto by Darcloak]


26 commenti:

  1. La porta di Magda Szabò, che consiglio però di leggere in età matura e più a un pubblico femminile anche se il suo stile narrativo non ha una forte connotazione di genere.
    Perchè consigliarlo?
    Essenzialmente per come sono trattate le fasi della vita e le scelte di una donna che nella sua complessità, riservatezza e ruvidità tiene fede ai valori (per me) fondamentali della vita umana attraverso la conduzione di una esistenza umile, onesta, cruda e al tempo stessa sorretta da un segreto, un sogno, un'utopia difeso e protetto da tutti e contro tutti e che una volta profanato si rivela per ciò che è la fine di ogni cosa e al tempo stesso svela l'essenza che è oltre la materialità.

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  2. L'amore al tempo del colera Marquez...perchè l'amore è tutto e supera il tempo, lo spazio.....e la logica.
    hscic

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  3. @ Teti: ho letto "La porta" un paio di anni fa. E da lì è partito il mio amore per la Szabò. Ma questo credo di avertelo già raccontato.

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  4. @ hscic: libro non letto. Avevo pensato di vedere il film che ne hanno tratto, ma non ci sono riuscita. Non per ora, almeno.

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  5. Voglio essere ripetitivo anch'io. "Una cosa divertente che non farò mai più" di David Foster Wallace: niente più che un reportage di viaggio dello scrittore in crociera, eppure dalla penna di quel grande ne esce un lavoro assolutamente esilarante non senza una punta di inquietudine e, come sempre nei suoi libri, di tristezza. Imperdibile.

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  6. Una bellissima domanda.Aspetta, consulto la mia libreria che sicuramente è un briciolo della tua.
    Fatto. Ti consiglio due libri. Il primo è "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zàfon perchè è una storia magica che vede protagonista un bambino e tanti libri, la tua passione. Poi mi farai sapere.
    Il secondo è "Cime tempestose" di Emily Bronte perchè seppur sia una storia d'amore, è molto particolare, tra il romantico ed il gotico. A me è piaciuto molto, poi non sempre so trovare dei perchè. Fammi sapere Euridice.Un abbraccio

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  7. già___ beh, allora rimedio___ a seguire direi___ Fuochi Blu di James Hillman perchè è una sorta di inventario dei temi che attengono all'interazione del corpo e della mente con il mondo e le credenze degli esseri che lo abitano.
    un approccio un po' metafisico sebbene realista che recupera il buon senso (perso nell'era moderna) ridando un possibile significato al movente che muove all'azione e al comportamento attraverso soluzioni e proposte mai scontate e ancora innovative sebbene il testo abbia più di una ventina di anni.

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  8. @ je_esta: David Foster Wallace è una delle mie grandi deficienze. Mi riprometto continuamente di prendere uno dei suoi tanti libri, ma poi non lo faccio mai. Santo cielo!

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  9. @ Veil: letti entrambi. Ma forse lo sapevi già. Ovviamente il libro di Zafon, a mio modesto avviso, non è che della comunissima narrativa. Decisamente troppo pubblicizzato e sopravvalutato. C'è di meglio.

    "Cime tempestose" l'ho letto da giovane. Ero una adolescente o poco più. Bellissimo. Ne ho un ricordo molto intenso.

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  10. @ teti: Blu di James Hillman. Ecco questa, per me, è una novità. Mai letto, mai sentito. Bene.

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  11. Che domanda difficile. Ne avrei mille. Mi viene in mente "Io sono Leggenda" di Richard Matheson, solo perché letto in un periodo in cui dovevo sconfiggere "demoni".

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  12. No Euridice, non lo sapevo. Difficile indicarti un libro che tu non abbia letto,nonostante i libri ne siano tantissimi.A questo punto ti indico un libro di Anna Maria Ortese, una grande scrittrice del novecento, "L'Iguana". E' un racconto particolare ed il modo di scrivere e di "vedere" di questa scrittrice mi piace molto. Prova.

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  13. @ Emma Peel: ecco, un altro libro che non conosco. Grazie!

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  14. @ Veil: mi sembra che questo consiglio tu me lo abbia già dato. Vero? La Ortese mi manca... grazie caro!

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  15. Consiglio "Tu sanguinosa infanzia" di Michele Mari. Brevi racconti uniti dal filo rosso dell'ossessione di chi cerca la vita nei libri comune a tanti lettori.
    Saluti

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  16. Prova a dare un'occhiata a "Il farmaco" di Gilda Policastro. Poi mi dici cosa ne pensi. (io tengo la bocca chiusa)

    and

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  17. "L'animale morente" di Philip Roth. L'amore ammesso attraverso la sua negazione. Ma questo l'hai già letto.

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  18. @ Tombeur: chi si rivede! Bene...
    Ringrazio sentitamente per il consiglio. Spero di poterlo seguire.
    A presto.

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  19. @ and: so che i tuoi gusti sono eccellenti. Non mi dai un perché ma sono certa che c'è una ragione anche per questo.
    Grazie and.

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  20. @ espe: no, cara. Non l'ho letto. Roth non è male...

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  21. Devi leggerlo assolutamente, allora. E' uno dei miei libri preferiti.

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  22. Non è detto che questo sia un gusto eccellente.
    :))))))

    ciao

    and

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  23. Il vecchio e il mare di Hemingway: riletto dopo più di vent'anni. Ora posso darmi pace, non mi sento più sola nell'affrontare il delirio della vita.

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  24. Forse perché ho appena finito di leggerlo, ti consiglio "Le luci nelle case degli altri" di Chiara Gamberale. Perché, fin da piccola, guardare le finestre illuminate degli altri mi ha sempre messo una profonda malinconia... Perché la mia, di luce, era una difesa... Perché un po' Mandorla lo sono stata anch'io...
    Buona lettura
    Scomposta_mente

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  25. ''figlia del silenzio'' kim edwards.
    Perchè tocca il cuore

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  26. Approdo su questo blog e ne sono risucchiata!
    Il mio consiglio è "Le onde" di Virginia Woolf perchè quello che contiene è la profondità.
    La profondità da decodificare, da lasciar emergere a poco a poco andando sempre più giù, sempre più in fondo. Perchè in questo romanzo c'è la vita.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.