20 febbraio 2011

Quel pazzo di Caravaggio

Uomo d'eccessi. Se uno è un genio, però, gli si perdona tutto. E se ci si mettono i secoli di mezzo, la riabilitazione è completa. Michelangelo Merisi era un po' folle e pure violento. Denunce, deposizioni, querele e condanna a morte lo dimostrano. In quella grafia pendente e sbiadita di documenti antichi che solo ora qualcuno ha avuto il buon senso di andare a studiare. Manca qualche anno di vita, adesso. E non si ha idea di cosa abbia mai fatto questo scellerato e spudorato pittore. Si prende beffa dei vivi. Di nuovo.

[foto by mia_euridice: Caravaggio, Ritratto di Paolo V, 1605 - dettaglio]

22 commenti:

  1. Solo al genio è concesso di prendersi beffa dei vivi, perchè genio è colui che rende tutti gli altri degli imbecilli

    RispondiElimina
  2. Sorrido. Credo che tu abbia ragione, ruhevoll...

    RispondiElimina
  3. Sai che hai toccato uno dei miei punti problematici? Nel senso, leggo biografie o autobiografie degli artisti ma sempre un po' controvoglia. Mi aiutano a comprendere meglio alcuni loro percorsi ma mi lasciano anche un certo amaro in bocca...ma anche no. Non sono però fra quelli che trasformano gli artisti in figure di riferimento.

    (fa un po' impressione l'orologio qui a sinistra)

    and

    RispondiElimina
  4. Stupendo,meraviglioso e sensazionale. L'ho "visto" ultimamente in un bel documentario. E' passato anche per Napoli e ne ho visto le opere in una chiesa. Quando ammiro i suoi dipinti mi sembra di viaggiare in una dimensione di poesia dei sensi,senza spazio nè tempo.

    RispondiElimina
  5. @ and: in verità non ho letto la biografia di Caravaggio. Ho solo visitato la mostra che puoi conoscere cliccando sul link.
    Invece a me le biografie sui grandi artisti piacciono molto, soprattutto se scritte bene e con una patina di romanzo.

    RispondiElimina
  6. @ Veil: sì, scappando da Roma, Caravaggio è passato anche dalle tue parti, per arrivare in Sicilia e poi anche a Malta. Ovunque ha lasciato qualche traccia del suo lavoro. Per fortuna!

    RispondiElimina
  7. Non so se sia il genio ad essere frutto dell’eccesso o viceversa.
    Vero è che tanti (per non dire tutti) i grandi geni siano, o siano stati anche un po’, (o totalmente) folli, ma altrettanto lo è il fatto che tanti folli non siano affatto geniali.
    Probabilmente il genio è un misto di talento, esperienze di vita, egoismo, violenza, sensibilità, egocentrismo e chi più ne ha più ne metta, e credo che al Caravaggio non mancasse nulla di tutto ciò.
    Non era un arte intellettuale, la sua, ma istintiva, e la pittura ad olio, nella quale i colori sono vividi e duraturi e i tratti marcati, ha fatto sì che quell’irrequietezza arrivasse intatta fino a noi e ci turba. Forse perché siamo noi, quelli anormali. Forse perché abbiamo rivestito il nostro istinto di troppe sovrastrutture o lo abbiamo dimenticato.
    Immaginate una Giuditta che entra nel campo assiro e taglia la testa ad Oloferne: quanti di noi sarebbero capaci di farlo?
    Caravaggio, probabilmente sì.
    P.S. Il quindici maggio è abbastanza lontano, forse riesco ad andare a vederlo.
    Basilico

    RispondiElimina
  8. Il genio di Caravaggio non è fatto di solo istinto e di solo talento. C'è tantissimo studio e tantissima osservazione del mondo. Guardare una testa staccata dal collo non era così strano al tempo (Beatrice Cenci) e nemmeno vedere un uomo arso vivo in piazza (Giordano Bruno). Lui è stato un "cronista" per certi versi. Ha trasmesso la vita del tempo, i volti e i gesti che vedeva e che ha saputo rappresentare in maniera eccellente e diversa. E' questo il genio del genio: raccontare cose comuni in modi mai visti.

    RispondiElimina
  9. Un genio. E il genio e pazzia con metodo. [xxx]

    RispondiElimina
  10. @ Emma: pazzia con metodo. Bella visione...

    RispondiElimina
  11. Mai letto "Il sole Nero", di Camilleri? Leggilo.

    RispondiElimina
  12. E visto che i tuoi consigli letterari sono sempre molto validi, quali biografie o autobiografie mi consigli?

    (buondì)

    and

    RispondiElimina
  13. Vista la tua foto del "particolare" ... non vorrai mica insinuare in noi il dubbio che in quegli anni mancanti lui si sia sposato ? (wu)

    RispondiElimina
  14. @ Siuscia: sì, letto. E pure recensito. Grazie.

    RispondiElimina
  15. @ and: a parte il libro di Camilleri di cui parla anche Sciuscia, non ho letto biografie di Caravaggio.
    Però di recente ho letto "La lunga attesa dell'angelo" della Mazzucco. Ma si parla di Tintoretto. Ed è un buon libro.

    RispondiElimina
  16. @ wu: il particolare, in verità, si riferisce ad un Papa che, per quanto ne so, non può sposarsi. E' la mano di Paolo V.

    RispondiElimina
  17. Che fosse la mano di Paolo V (e quindi un papa) mi era chiaro. Anche perché, il Merisi, trattasi del mio pittore preferito, le cui mostre da me viste,( solo lo scorso anno) sono 3. La mia era la solita battutaccia resa possibile dal probabile "errore" del genio assoluto della pittura (secondo me) di rappresentare "Anulus piscatoris" sulla mano sinistra (come la fede nunziale) invece che sulla destra.
    Poi ... vai a capire se il quadro fosse stato realmente dipinto da lui (come qualcuno sospetta) o come il recente papa lo avesse spostato per un qualche infortunio alla mano destra oppure se l'avesse dipinto riflesso in uno specchio per evitarne lo sguardo diretto in segno di rispesto. Ritratto da foto stampata al contrario (errore frequente ai giorni nostri) è ipotesi che tenderei ad escluderla per mancanza di tecnologia sufficiente all'epoca dei fatti. (è necessaria una linguaccia o posso ometterla ?) (wu)

    RispondiElimina
  18. Quello che ha ritratto Caravaggio al dito di Paolo V non è ancora un Anulus piscatoris. Infatti si ritiene che il ritratto sia stato eseguito prima che questo papa ricevesse il suddetto anello che, come saprai, ha una fattura del tutto diversa da quella rappresentata visto che doveva servire a lasciare il simbolo pontificio sui sigilli di ceralacca e non solo.
    Sembra proprio che questo quadro lo abbia dipinto Caravaggio ed è anche molto raro che venga portato in mostra visto che appartiene ad un privato e, se ho ben capito, non era stato mostrato al pubblico da un secolo.
    In ogni caso, la foto l'ho fatta io, come leggerai, e non c'è nessuna stampa al contrario. Ero di fronte al quadro e... click!

    RispondiElimina
  19. Avevo ben letto che la foto l'avevi fatta tu. Quella della foto era una battuta per escludere l'eventuale "errore" (o mistero) dell'artista o del papa e non tuo (prova a rileggere senza fretta quello che avevo scritto).
    Tornando alle disquisizioni:
    trattasi di ritratto denominato "Papa" Paolo V, quindi, a rigor di logica era papa al momento del ritratto.
    Durante quegli anni l'utilizzo dell'"Anulus piscatoris" come sigillo non era affatto consolidato e specie i papi dal nome Paolo, che pare fossero molto legati all'anello episcopale (molto simile a quello ritratto nella foto), dal momento che l'episcopato è uno dei ministeri citati nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo, lo indossavano spesso nelle veci del suddetto.
    Per quanto riguarda la paternità del Caravaggio, per il ritratto in questione, ancor oggi non viene attribuita con certezza, tanto da essere omesso in molti dei controversi elenchi delle opere
    del genio milanese.
    E' evidente che abbiamo fonti d'informazione diverse, ma se prometti di non battere i piedi per terra ti darò ragione come al solito (rido) (wu)

    RispondiElimina
  20. Per quanto mi riguarda puoi prenderti tutta la ragione che ti pare. Figurati!

    RispondiElimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.