3 dicembre 2010

In fondo vorrei solo vedere un (buon) film

Vivo in provincia, in un posto in cui non ci sono molti cinema. Un paio: undici sale in tutto. Non sono tantissime ma nemmeno niente. Adoro il cinema, poco meno dei libri, eppure non riesco ad andarci. Motivo? Non c'è un film che sia degno di questo nome. Commedie demenziali (facciamo dementi), pellicoline da quattro soldi, attoruncoli di tanto nome e poco talento, robetta passata in TV che fa tanta audience e poca qualità. I gestori di cinema devono pur guadagnare, ovvio. Ma perché allora non aprono negozi di frutta e verdura?

[foto by Likestrawberry]

25 commenti:

  1. vieni da me!!!!
    da me ci sono un sacco di bei film!!!
    :)))

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  2. Se sono come quelli che hai visto di recente, meglio evitare eh!

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  3. effettivamente. :))
    Pero' il prossimo post sara' dedicato a un gran film, per me un cult-movie, anche se pochi hanno visto ed e' stato un mezzo flop.

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  4. Forse perchè il cine marcio frutta più di una frutta che può marcire. (secondo me non indovini chi sono!)

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  5. I gestori delle sale cinematografiche propongono quello che passa il mercato.Credo non abbiano più colpa di me che il berlusca sia al governo. Girerei il tuo ottimo suggerimento finale ai sedicenti attori, attorucoli e attricette a dire il vero, i cui visi, tette, lati B, esposti in bella vista su bancarelle, costrebbero, è certo, molto meno che un biglietto di sala. Un abbraccio... (vander)

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  6. Ma dvd a noleggio? Magari in casa con qualche amico o amica?

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  7. @ Halmv: sono curiosa! di che film parlerai? visto che spesso guardo film che vedono in pochi, forse potrei averlo visto anche io...

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  8. @ Anonimo: indovinare chi sei, vediamo... non ho molti indizi. Scrivi il "perché" con l'accento sbagliato. Parli usando qualche ellisse.
    No, non ho abbastanza indizi per capire chi tu sia. D'altro canto qui può passare e scrivere chiunque.

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  9. @ vander: ma il mercato, vander, passa anche qualche film meno commerciale e idiota. Il problema è che per costoro conta vendere biglietti, non proiettare qualcosa di decente. Un po' di colpa ce l'hanno eccome. Se volessero, potrebbero scegliere di portare sul grande schermo anche solo uno (non chiedo molto!) dei film di maggiore qualità che vengono immessi nei circuiti. Non lo fanno perché puntano alla mediocrità, come tutti quelli che vogliono soldi facili, veloci ed indolore.
    Sono davvero molti quelli che dovrebbero lasciar perdere il loro lavoro e mettersi a vendere frutta e verduta o scarpe o cappelli o chiodi o che so io...
    Il cinema è "anche" arte, non solo merce.

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  10. Penso sempre che un regista se spende ed investe denaro per la produzione di un film,deve far sì che questo entri nella storia del cinema,come è successo per molti capolavori del passato.Qualche brava attrice e qualche bravo attore c'è ancora ma la scena cinematografica non brulica più di gente come una volta.Un'altra Greta Garbo o Anna Magnani? Un altro Gregory Peck o Gian Maria Volontè?Io in un quarto di secolo non ne ho mai visti di simili bravure.Ti voglio bene Euridice,un abbraccio.

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  11. @ Diario: sì, certo. Ma il noleggio (ammesso che si trovi ancora qualcuno che noleggi film, qui non ce ne sono più!) permette di vedere un film a distanza di mesi da quando esce in sale. E poi vuoi mettere il fascino e la magia del cinema?
    Non c'è paragone!

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  12. @ Veil: il regista difficilmente produce i suoi film. Di solito chi tira fuori i soldi è persona diversa da chi dirige e, come tutti quelli che tirano fuori i soldi, vogliono guadagnarci su. Ma non obietto: mi sembra giusto.

    Il fatto è che si potrebbe riservare un minuscolo spazio anche ad opere meno roboanti, con attori meno televisivi o titoli non troppo pubblicizzati.
    Qualche nuovo talento c'è eccome. Il fatto è che, come accade spesso, viene lasciato in secondo piano per lasciare il posto alla "vallettina" dell'ultimora.
    Storia vecchia, Veil!

    Mi vuoi bene? Ma dai... non me lo avevi mai scritto. E' bello. Grazie. Ti abbraccio anche io.

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  13. Mah, amica carissima, ultimamente ho visto tanti film interessanti. Scarico. Non dico la parola magica, non so come reagirebbe blogspot. Poi, li vedo anche in streaming. Posso dire un film stupidino, ma carino? "Un marito di troppo", con Uma Thurman. Un film piuttosto interessante, tratto dall'omonimo romanzo di Jim Thompson: "The Killer Inside Me". Stasera mi guardo "Adèle e l'enigma del faraone", di Luc Besson... Dai, con i mezzi tecnologici attuali, si trovano molti titoli. Se poi si vuole premiare il titolo, si compra il dvd, anche su Amazon... A proposito, è stato avviato Amazon.it. Sconti molto importanti.

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  14. Pensa che qui hanno aperto un multisala: sette, dico sette sale vicino a casa mia. Ci arrivo a piedi, per capire. Beh, secondo te ci vado? No, quasi mai. Per i tuoi stessi identici motivi. Due anni fa, in pieno inverno, potevo andarci solo di lunedì sera, puoi immaginare il perchè. Magari c'era un titolo buono e andavo, ma cosa succedeva? Che ero l'unico spettatore e allora mi mettevano in attesa, se arrivavano altri spettatori bene, sennò niente altrimenti "per il cinema era una perdita". E infatti mi è successo - giuro - di tornare a casa perchè il film non veniva trasmesso. Questo per dire che a volte non è nemmeno tutta colpa dei cinema.

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  15. @ unangeloababilonia: anche io vedo film interessanti, ma spesso non al cinema. E sono costretta a fare "scaricatio" (come dice M.) perché certi film non li trovo neppure in DVD.
    Ho appena saputo che in una delle succitate sale forse troverò "I fiori di Kirkuk", spero solo che la notizia che mi è stata data sia corretta!

    Sì, angelo, sapevo dell'arrivo di Amazon.it. Grazie per le idee...

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  16. @ Je_est: anche io, quando hanno aperto dei multisale, ho sperato che le cose mutassero, ma poi ho capito che, anche in questo caso, la quantità andava a soppiantare la qualità e che chi mette su un cinema di certo non lo fa per l'amore che nutre per la settima arte. E' una attività commerciale come tante. Forse sono solo io (anche tu?) a continuare a credere nel romanticismo del cinema e nella passione per certe manifestazioni di pensiero!

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  17. Undici sale? Che bendidio. Qui ce ne sono tre, di cui due spesso offrono lo stesso schifosissimo, vendutissimo film. Ci sarebbe la rassegna il martedì, alla quale sono abbonata da sempre, ma quest'anno ho un altro impegno (l'unico, praticamente) proprio la stessa sera...potresti proporre al tuo Comune di organizzare qualcosa del genere. Ti rideranno in faccia, probabilmente, ma vale la pena provarci.

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  18. Qui non ce ne è nemmeno una, perché tanto a Milano ce ne sono a iosa e poi vuoi mettere con tutti i bei multisala a quindici chiloemtri di distanza, qualunque sia la direzione che scegli?
    Per fortuna c'è il cineforum, che ì un cineforum vero, cioè con la presentazione prima del film e dibattito alla fine, per chi vuole fermarsi. Lì film non male passano: basta rassegnarsi all'idea di vederli tre/quattro mesi dopo. Ma è già un bel vantaggio.

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  19. @ espe: 11 sale 11. E 11 scemenze 11. Ininterrottamente. Anche qui, in certi periodi, organizzavano delle proiezioni infra-settimanali in cui portavano sul grande schermo delle pellicole un po' più ricercate ed interessanti. Ne ho viste parecchie, anche io, il martedì sera. Ma poi, come ogni volta, hanno deciso che forse fosse poco remunerativo e hanno scelto di non andare avanti.

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  20. @ sandali: se vivi nei pressi di Milano, credo sia inevitabile che la metropoli fagociti tutto, cinema compresi.
    I cineforum! Bello! Peccato che dove io abito non sappiano bene nemmeno cosa siano. Sei fortunata, seppur in ritardo di un po', puoi sempre seguire qualche buon film...

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  21. La butto là così: provare a dare un’occhiatina alla programmazione cinematografica della biblioteca comunale (magari di qualche comune un po’ più grandicello nei paraggi.
    Dove vivo io il tuo problema sarebbe facilmente risolvibile, Euridice. Qui abbiamo una programmazione cinematografica a cura della biblioteca comunale che è davvero eccellente. Pensa che solo in questa settimana sono previsti quattro film distribuiti su otto proiezioni (“Paradise now” di Abu-assad; “Precious” di Lee Daniels; “Amarcort in cineteca” una serie di cortometraggi e per finire un film di Filippo Vendemmiati “E’ stato morto un ragazzo”).
    Confesso di conoscere solo Daniels per il suo “The woodsman” (ed è già tanto che ricordi il nome) e Vendemmiati (per sentito dire), però tra tanti che sono in programmazione, magari uno buono c’è.
    Ora, non so come siano messe le biblioteche dalle tue parti, ma potresti provare a vedere.
    Basilico

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  22. No, basilico. Dalle mie parti quelle poche biblioteche che ci sono a mala pena ti mettono a disposizione dei libri. Ammesso che ci sia un dipendente che si curi del prestito e che non imprechi se ti avvicini e chiedi di poter accedere alla biblioteca.
    La tua regione è all'avanguardia in molti settori. Anche in questo. Qui da me non va così bene, anzi. Qui va tutto piuttosto male.

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  23. sante parole... ma non credere che chi ha 3 multisala nel raggio di 10 km, oltre a cinema (pochi) cittadini abbia cosi tanta scelta. se nn fosse per rare rassegne d'essai trovi ovunque gli stessi film.
    un saluto A.
    PS:
    sabato sera passerò dalle tue parti (in bus da fiumicino)...

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  24. Antopo, so che anche tu sei un grande appassionato di film. Probabilmente capisci perfettamente il problema...
    Peccato che i diretti interessati, invece, siano totalmente indifferenti visto che a loro importa solo guadagnare.

    Torni a casa!
    Sabato non ci sono...
    Buon viaggio.

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  25. Noncapisco il senso del discorso. Il cinema è una forma d'arte ma non sempre la ciambella riesca col buco: le ciambelle perfette sono sempre rare, vale per il libri e per molte altre cose.
    Il concetto di bellissimo o di capolavoro è legato a quello di raro; poi c'è tutto il resto, ci sono le sfumature dall'alto al basso o infimo.
    I negozi di frutta e verdura forse rendono meno...lo Stato mica ti aiuta a vendere lattughe ma invece ti foraggia anche per produzioni di scarsa qualità che abbiano però l'imprimatur del politically correct.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.