24 novembre 2010

P.S.

Carissima, tu non puoi sapere ma qui, tra frizzi e lazzi, spiaccicano la tua faccia in TV ogni mezzo minuto. Che t'abbia uccisa tuo zio, tua cugina o chissà chi, d'altro canto, non importa più a nessuno. Il fenomeno è da baraccone e ci tirano avanti trasmissioni e salotti da mesi. Hanno tutti un sacco di cose da dire, bontà loro. Un mega show come non avresti mai nemmeno immaginato. Lo chiamano diritto di cronaca. A me fanno solo un po' pena e, oso immaginare, che a te farebbero solo un po' schifo.

[foto by KatjaFaith]

15 commenti:

  1. "delitto di cronaca".
    un bel po'.

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  2. Ci guarda dall'alto col suo sorriso buono (e bestemmia).

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  3. Merito dell'audience.
    Ho visto gente che va in pellegrinaggio davanti alle case dei "protagonisti".
    La tv non fa altro che proporre quello che la gente "ama" guardare, ovvero, la morbosita' piu' inquietante.

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  4. @ Anonimo: diritto o delitto? Forse non sono tanto diversi, in questo caso.

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  5. @ Sciuscia: non so se guardi i suoi parenti o la sua casa. In ogni caso credo che proverebbe un terribile disgusto. E pensare che basterebbe un suo minuscolo segno (se solo potesse!) per mandarli tutti a casa (sciacalli compresi...).

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  6. @ Halmv: sì, cosa dare in pasto a quelle bestie fameliche, curiose e morbose che accendono la TV ogni pomeriggio?
    Giusto!
    Una ragazza morta ammazzata!

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  7. Resto in silenzio.
    L’unica mia consolazione è che non passerò al digitale terrestre.
    Basilico

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  8. @ basilico: perché non passare al digitale rende immuni da certa immondizia?

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  9. Ci sono stati, in passato, altri fatti di cronaca, altrettanto eclatanti, che hanno attirato l'attenzione della gente: il delitto Montesi, il delitto Pasolini, Il mostro del Circeo. A quei tempi, padroni dell'informazione, erano i giornali e gli inviati speciali che si occupavano dei casi non avevano attorno psicologi, magistrati, psichiatri forensi: tutto era affidato alla loro capacità professionale e discrezione, sia per le vittime che per i carnefici. Oggi è diverso: con l'avvento della televisione sono cambiate le regole, perché le cose viste intrigano più delle cose scritte; si entra facilmente nelle case dei presunti mostri e, con i primi piani della telecamera, siamo in grado di psicanalizzare ogni singolo fremito dei loro muscoli facciali.L'unica consolazione, per chi aborrisce tali spettacoli, è il fatto che quel fiore di bellezza e innocenza, calpestato e vilipeso da gente accecata dall'invidia e dalla gelosia, possa essere stato raccolto dalle pietose mani di un dio, che ha smesso, da tempo, di abitare questo mondo. Un abbraccio. (vander)

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  10. @ Il sistema di fare "informazione" è profandamente mutato. Peccato che mutare non significhi necessariamente migliorare. Io non so esattamente come funzionasse 30 anni fa ma quello che vedo oggi (in TV e non solo) non fa che accrescere il mio senso di sconcerto e di angoscia.
    A volte mi vergogno per quello che dicono, per quello che mostrano, per il messaggio (a volte latente) che lasciano passare.

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  11. Non rende immuni, ma ci sarà una cavia in meno per l'auditel.
    Basilico

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  12. delitto (testuale): azione criminale perpretata con dolo o colpa, che lede un interesse privato o pubblico.
    mi riferivo proprio all'assonanza: il "diritto", alibi di una coscienza da iene (dis)umane.
    gr

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  13. @ basilico: l'auditel ha un funzionamento molto strano e stravagante. Di certo non tengono conto di me o di te che la TV l'accendiamo pochissimo.

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  14. @ gur: "alibi di una coscienza da iene". Meglio di così non avresti potuto descrivere il "caso".

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  15. Asolutamente d'accordo! Basta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.